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Vuoti Ed Aspettative Da Un Mondo Tutto Digitale

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Pubblicato da David in Libera Mente · 30 Ottobre 2020
Tags: mondodigitalesocialechat
  
Prima di accedere ad una chat, oppure aprire i vostri profili social, quali sono le vostre aspettative?

App come Whatsapp vi fanno sentire parte di qualcosa, meno soli e al centro comunque di attenzioni da parte di amici, oppure anche voi per rimanere in loro contatto state rinunciando a molta privacy e spontaneità?
Si possono togliere conferme di lettura, disabilitare le chat, silenziare i gruppi, ma non che i messaggi sono stati ricevuti; un po' come dire “so che hai letto ma non mi rispondi?”.
Non so sinceramente come non possa mettere ansia questo costante controllo condiviso, amici, conoscenti, colleghi, chiunque aggiungi al profilo o alla rubrica entra nei ritmi della tua vita.
Nelle chat forse c'è l'opposto, per mantenere alto il livello di privacy, si fa conoscere poco di noi, magari preferendo portare alcuni contatti conosciuti in quel sito, sul profilo social o whatsapp per poi ripetere quel ciclo di visualizzazioni e scambi di immagini, i saluti del buongiorno.
Mi chiedo sempre più, cosa porti un po' tutti noi ad uniformarci pur comprendendo che non siamo fatti per vivere tutti allo stesso modo, negli stessi clichè, nella stessa vetrina.

Vedo le minoranze, di cui faccio parte, che i social li usano esclusivamente per lavoro o per condividere hobby, whatsapp quattro contatti in croce, niente aggiornamenti di stato, niente dialoghi personali, ma quando si comunica davvero?
Partner o amici strettissimi esclusi, con tutti gli altri ci si ferma alle frasi di rito, a quella formalità curiosa che non approfondisce mai nulla, alle parole e concetti giusti e perfetti, che non trovano poi forma sulla distanza. Non è colpa della tecnologia, ma forse di un mio non comprenderne il senso...
Ok bello vedere tizia e tizio su instagram, bel fisico, bella macchina, bei posti, ma poi?
Carine quelle vignette su whatsapp, il saluto condiviso a colazione e la buona notte, ma poi?
Anna mette su fb frasi molto belle, sempre pronta a salvare cuccioli, a dispensare amore senza conoscere odio, mostrarti scorci di vita felice a differenza di Patrizia che non ha nemmeno la foto profilo ed è pungente e sempre sul pezzo, ma poi?
Chi li conosce davvero?
Chi è riuscito ad andare oltre a quanto mostrato nel bene e nel male, in quei profili? Ne sanno di più queste piattaforme digitali che non noi dopo anni di post, messaggi e buongiorno.

persone social

Come Si Vive Davvero Tutto Questo Condividere Digitale?


Non mi scandalizza il cambiamento del web, la profilazione dei social, la scomparsa dei forum e il declino delle chat, ma che vi sia questo ostentare il meglio sempre, a fronte di un vuoto percepibile anche da un sasso.
Ne parlo con alcuni e mi dicono che avvertono la stessa sensazione, lo stesso disagio nel non sentire nessun nuovo rapporto come qualcosa di veramente speciale; ma se chiedo cosa cercano davvero non ricevo una risposta vera, sentita. Sarà che per molti adulti questa tecnologia è un modo per stare nei tempi, ma non la conoscono, non la amano, non la sanno personalizzare.
Tanti entrano nelle chat e nel frattempo sono su facebook, rispondono su Telegram e contemporaneamente guardano la partita o le repliche di uomini e donne, è un lavoro non un comunicare ed interagire realmente sentito. Lo fanno tutti, loro lo fanno perchè non sono meno di tutti, sarà questo?

I giovani under 18 usano le chat come citofoni su cui schiacciare i tasti alle 2 di notte, o il telefono da cui si facevano scherzi pescando nominativi dalle pagine bianche; si fingono uomini se donne, donne se uomini per farsi quattro risate, trollano e tirano cretine persone che potrebbero essere la loro madre e padre, ma sul web tutto si azzera, nulla viene più percepito.  
Non credo nel tornare indietro per andare avanti, non ricercherei il web anni 90 e 2000 anche se l'ho amato a dismisura, ma non comprendo più questo modo di esserci senza esserci.
Mentre mi proteggo dall'essere profilato e cerco di costruire qualcosa che mi dia un senso con altri esseri umani, ho un mondo a cui non frega di essere schedato, monetizzato, manovrato ma teme, dubita, invidia e spesso odia gli altri esseri umani. Ho imparato a scappare da profili “always sweet”, quelli del “non odio niente” e (solo virtualmente) in prima fila per tutte le giuste battaglie nel mondo; ma non sono neanche il peggio!
Non è uno sfogo, davvero mi piacerebbe sapere come vivete voi adulti o “diversamente giovani” il digital world, il social, il comunicare con il vicino più con whatsapp e non sorseggiando un caffè insieme.
Non ditemi che di aperitivi se ne fanno ancora tanti, il mio girovita lo può confermare senza smentite, ma non metto in dubbio il trovarsi, il frequentarsi o il divertirsi, ma il conoscersi oltre le maschere sfoggiate per piacere a tutti.
A puro esempio, becchi nella casualità l'app di Tinder installata nello smartphone di una amica (che reputi seria), questa trova mille giustificazioni che non ti sono dovute, che non hai chiesto, non ti riguardano, eppure sembra che l'hai beccata con le mani nel portafogli del tizio del tavolo accanto. Ha così peso un app rispetto a quello che si conosce e stima di quella persona?
Non passa per la testa neanche a lei che uno può utilizzare un app in un modo differente, teme solo di essere catalogata, di essere stata scoperta da uno, quando ogni suo movimento è a conoscenza dei big data.

Passi alla , entra Paolo che senza quasi salutare, comincia a lamentarsi della sua vita, sciolina righe e righe di dramma personale incurante che anche il miglior psicologo, dopo 60 minuti di monologo, suona la ritirata.
Quando lo blocchi dicendo che non è la chat il posto giusto per gettare su altri estranei le proprie brutture, ma che anche uno sfogo va prima preceduto da una minima conoscenza, cala il silenzio. Se si prova a fare domande non inerenti il suo dramma personale per capire chi c'è dietro a tutte quelle disgrazie, chiude e va. Quindi le brave persone devono solo ascoltare o far finta di farlo?

Si coltiva solitudine e finzione, si alimenta il vuoto generale per non fare i conti con il proprio; o non capisco più niente io, o se c'è anomalia e disagio, siete davvero bravissimi a celarlo nella non normalità.
Fonti di questo articolo:



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