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L'uso (abuso) delle parole in Chat

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Pubblicato da in Libera Mente ·
Tags: chatparolecomunicarechattachattareabuso


Chat e parole

Parole e chat, un connubio che sempre più non crea comunicazione ma superficialità a senso unico.
Chatta come parli verrebbe da dire, ma il fatto triste che sempre più la gente chatta malamente come malamente vorrebbe relazionarsi, e manca sempre meno che questo avvenga.

Bacchettoni, moralisti?
Diremmo realisti analizzando log e log di giornate, mesi di chat pubblica in cui spesso termini, parole e frasi si ripetono in modo così ripetitivo da risultare assolutamente scontati.
Quattro, cinque frasi di "rito" che monopolizzano il primo approcio e contatto, per poi in un 75% dei casi finire in una richiesta di conversazione privata a finalità (o sesso) unica.
Un abuso delle parole, poche, identiche e spesso anche scritte in malo modo.
Una sorta di sms istantaneo che non si addentra in nulla se non ad una superficialità che mette tutti al sicuro (o quasi) dal mettersi in gioco.
Accendere una webcam e fare quello che non si fa nella realtà, parlare di fantasie in un pvt che non hanno riscontro nella realtà, questo è il trend negativo che sempre più stanno prendendo le chat, un rifugio "sicuro" che possa sostituire una vita reale con tutte le sue difficoltà, impegni, relazioni, confronti!

Non è un attacco alla sessualità, ma al suo abuso verbale e relazionale.
Il rischio di farsi filmare a propria insaputa mentre si fa un videochat hot, non spaventa ragazzine come adulti, se non dopo che un "qualcosa" è già avvenuto.
Allo stesso tempo non spaventa ne viene più pesato il linguaggio "normale", dove prima di un saluto arriva una richiesta esplicita.
"Carne e poca anima" viene da dire, una superficialità che crea solitudine, intenti che creano distanza, parole che suonano fredde e non ricevono spesso risposta.

La colpa?
Tv, social, le chat di grido, ma di base una diseducazione generale a socializzare tra le persone, un pretendere senza dare, la facilità con cui una bugia o una menzogna non abbiano peso proprio in che le dice.
Da qui il nostro sempre maggiore impegno a non permettere certi linguaggi, a scoraggiare certi atteggiamenti.
Il grande fratello, i vip e tutto quanto ci viene proposto a modello è un bluff, un format che è vincente solo nelle vendite, ma che di umano non ha nulla.
Chattare o parlare devono tornare ad essere comunicazione, scambio, un viaggio verso la conoscenza dell'altro e una maggiore unità.
"Investire" anche sul prossimo e non solo su se stessi, meno "divismo" e più unità di gruppo per creare realmente amicizia e scambi affettivi.
In un mondo che fa paura per la sua materialità, la gente teme i sentimenti e tutto quanto li possa coinvolgere in prima persona oltre la semplice fisicità.
Chattare aiuta, uno schermo ci separa momentaneamente da quello che possiamo temere, ma la spavalderia e la superficialità anche se virtuali, pesano inevitabilmente poi nel nostro reale.
Chattare è comunicare, comunicate.




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